Il luogo che mi ha cresciuta e mi fa ritrovare

Il mio posto del cuore non è legato a un evento preciso, ma a una sensazione.
È quel luogo che, appena lo nomino, mi riporta indietro nel tempo e mi fa ritrovare la vera me: libera, spensierata, curiosa, creativa.
Non è per forza un posto dell’infanzia per tutti… ma per me lo è diventato.

È una piccola località di montagna, dove ho passato quasi tutte le estati per 18 anni. Lì c’era la mia adorata cugina, e con lei una costellazione di persone care: altri cugini, nonni, zii, i nonni dei miei cugini, persino parenti lontani che lì sembravano più vicini.

Il tempo, in quel luogo, aveva un ritmo diverso. Dopo pranzo calava un silenzio quasi sacro: fino alle quattro, niente rumori, solo il frinire delle cicale e il vento tra gli alberi. Era l’ora del riposo, e noi lo sapevamo bene.
I pomeriggi erano pieni di complicità: si facevano i compiti insieme, si giocava a carte con i nonni (anche quelli non “ufficialmente” nostri), tra risate e battute stupide che solo noi capivamo, e si partiva per passeggiate tra il fresco e il profumo di resina.

La sera, una piccola avventura: raggiungere il telefono pubblico in centro al paese — prima a gettoni, poi a monete — per chiamare i genitori. E a Ferragosto… la sagra! Le luci, il profumo di fritto, e la musica anni ’70 che scaldava l’aria e faceva ballare i grandi.

Di anni, da allora, ne sono passati tanti. Molte persone non ci sono più, e la vita ha preso strade che mai avrei immaginato. Per anni non sono tornata, perché nessuno della mia famiglia trascorreva più lì le estati.
Ma tre anni fa, ho sentito il bisogno di rivedere quei luoghi. Di rivedere me.

Non ci vado da sola: porto con me i ricordi. Li ripercorro uno ad uno, e sorrido. Sul mio viso resta stampato un sorriso leggero, mentre mi sento libera di incontrare la me di allora, quella ancora inconsapevole di ciò che sarebbe arrivato.
La mia mente galoppa verso il passato, e da lì mi spinge in avanti, verso un futuro che immagino diverso, luminoso, aperto. Libero.

E tu?
Qual è il tuo posto del cuore?
Quel luogo che ti accoglie senza chiedere nulla, che ti fa respirare più a fondo, che ti ricorda chi sei davvero?
Da quanto non ci torni?

E cosa ti direbbe la “te” di allora se potesse incontrarti oggi?

 

Con affetto

Carlotta